Il problema dell'alito cattivo

22 gennaio 2026

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L’Alitosi rappresenta un problema molto comune ed estremamente serio per la normale vita di relazione. Chi ne è affetto viene isolato e , se ciò non è praticamente possibile, induce sentimenti negativi nel prossimo. Questo fenomeno r isulta estremamente frequente. Chi ne è affetto sviluppa una incapacità a percepire il suo stesso odore per cui non comprende il problema. Se escludiamo il ruolo delle cosi-detti cibi alitogeni , ossia quei cibi che, dopo l’ingestione, immettono nel circolo sanguigno sostanze notoriamente puzzolenti, che attraverso gli apparati respiratorio e digestivo stesso, raggiungono il cavo orale e vengono graziosamente emessi nell’ambiente esterno per il diletto degli astanti, come l’ aglio e la cipolla , ma in parte anche l’ alcool e il fumo , possiamo tranquillamente affermare che oltre il 90% delle alitosi ha origine direttamente nel cavo orale. Altre cause sono il diabete, le malattie broncopolmonari croniche e le malattie renali, infine le malattie sistemiche importanti, ma potremmo dire tutte le malattie gravi.



Possiamo quindi affermare che la battaglia quotidiana contro l’alitosi si combatte e si vince a livello del cavo orale La causa sono dei ceppi batterici definiti anaerobi  perche vivono e si sviluppano meglio in carenza di ossigeno , e quindi all’interno dei tessuti organici, meglio se poco vitali o addirittura necrotici e quindi con scarso apporto tissutale di ossigeno, nel contesto di detriti alimentari specie proteici, oppure all’interno di colonie batteriche strutturate in biofilm, che possiamo definire come un ammasso di microorganismi avvolti in una sostanza gelatinosa di protezione, costituita da proteine , polisaccaridi e catene di molecole genetiche, che costituiscono la placca batterica del cavo orale.

Negli ultimi anni si è capito che moltissime specie batteriche del cavo orale, appena possibile, cercano di organizzarsi in biofilm per avere maggiore resistenza agli agenti antibatterici, Un po’ come la falange romana, costituita da un quadrato di soldati disposti in maniera tale da risultare impenetrabili ai soldati nemici. Ne deriva che la sola terapia medica,di per se non è sufficiente a sterilizzare il cavo orale, ma è necessario rimuovere meccanicamente la placca batterica . Questi batteri a causa della loro attività metabolica, a contatto con sostanze proteiche ( residui alimentari, prodotti di esfogliazione cellulare del rivestimento mucoso, detriti batterici,sangue, secrezioni di origine rinosinusale, secrezioni tonsillari etc  ) sviluppano e immettono nell’aria sostanze gassose ( composti solforati ). Tra di essi vi sono la cadaverina e la putrescina,derivate dalla putrefazione delle proteine, l’acido isovalerico dal caratteristico odore di piedi sudati, il solfuro di idrogeno dall’odore di uova marce presente anche nelle acque termali solfuree, e infine il metil-mercaptano dall’inconfondibile odore di cavolfiore andato a male.


Il ruolo della saliva


Un’ adeguata produzione di saliva è fondamentale per il buon funzionamento della cavità orale e per contrastare l’alitosi . Un flusso salivare normale contribuisce a mantenere pulito il cavo orale allontanando i residui alimentari , i detriti della normale esfogliazione delle cellule del rivestimento mucoso, ed eventuali secrezioni rinosinusali che tendono a i depositarsi sulla base linguale. La saliva , inoltre, agisce apportando ossigeno, che riduce la flora anaeroba, e attraverso  l’azione del lisozima , che è una sostanza naturalmente antibatterica presente nella saliva. Per contro la ridotta salivazione comporta un aumento dei detriti organici alimentari e non e della flora batterica del cavo orale, con accentuazione del metabolismo batterico e con conseguente produzione di sostanze gassose alitogene.

Negli anziani spesso il ridotto flusso salivare è dovuto ad una scarsa idratazione causata da una fisiologica assenza di sete, per cui è fondamentale attuare delle strategie come quella di obbligarsi a bere il contenuto di un’intera bottiglia nell’arco della giornata. Molti farmaci, specie cardiologici e quindi salvavita riducono il flusso salivare. La respirazione orale abbligata come avviene nei bambini affetti da ipertrofia delle tonsille e delle adenoidi, oppure nei pazienti affetti da russamento notturno cronico , comporta l’evaporazione della saliva e la disidratazione delle mucose del cavo orale, che comporta il più facile accumulo di placca batterica e di detriti alimentari nel cavo orale, il ristagno e l’accumolo di secrezioni nelle fosse nasali che successivamente possono depositarsi sulla base linguale ,e venire metabolizzati dai batteri anaerobi assieme ai detriti alimentari e alla placca batterica, producendo sostanze gassose alitogene. Il reflusso gastro-esofageo notturno seppure indirettamente agisce alterando l’omeostasi, ossia la normale funzionalità, del cavo orale, e producendo in definitiva lo stesso risultato.


Le cause Otorinolaringoiatriche dell’alitosi


Le tonsille possono essere la la causa di alitosi nelle tonsilliti croniche   con persistenti zaffi puruloidi delle cripte tonsillari e ovviamente durante gli episodi di tonsillite acuta, molto frequentemente inoltre , anche in assenza di tonsillite acuta o cronica, all’interno delle cripte tonsillari, si possono formare accumoli di materiale proteico derivante dall’esfogliazione cellulare, da detriti alimentari e batterici, chiamati tonsilloliti  particolarmente alitogeniNelle sinusiti acute e croniche  e nelle adenotonsilliti croniche dei bambini si ha scolo di mucopus, ricco di proteine, dal rinofaringe ( zona retronasale) verso il cavo orale dove si deposita sulla base linguale, attivando la fermentazione batterica e l’alitosi. Nella Sindrome di Sjogren l’alitosi è dovuta alla riduzione del flusso salivare.


Le cause Odontoiatriche dell’alitosi


Sono sicuramente le cause più frequenti. I motivi possono essere molteplici. L’accumolo di placca batterica e detriti alimentari nei solchi gengivali e nelle zone interprossimali dei denti, la parodontite cronica con formazione di tasche gengivali piene di detriti alimentari, ematici per i l facile saguinamento e batterici, cavita cariose sede di detriti alimentari, protesi mobili in resina  vecchie porose e contaminate da flora batterica e micotica, protesi fisse con sovracontorni e/o carie dei monconi con formazioni di nicchie indetergibili ripiene di detriti alimentari e in generale tutti i manufatti protesici mal progettati e mal eseguiti, con aree che il paziente, nonostante tutta la sua buona volontà, non può mantenere pulite, con persistente accumoli di placca batterica e materiale organico in decomposizione che causano non solo alitosi ma la malattia parodontale, ossia la piorrea che in breve tempo porta alla perdita completa sia dei denti naturali che di quelli incapsulati.


Consigli pratici contro l’alitosi


Con qualche semplice accorgimento e possibile evitare o ridurre sensibilmente questo problema. Innanzitutto e necessario spazzolare regolarmente i denti, possibilmente dopo i pasti specie alla sera prima di adare a letto, meglio se con spazzolino elettrico. Utilizzare il filo interdentale o gli appositi scovolini  almeno una volta al giorno, preferibilmente dopo cena, in maniera di avere i denti puliti per otto ore notturne di fila. Eseguire l ‘ablazione o detrartrasi professionale periodica del tartaro, secondo i consigli del proprio dentista:


Curare tempestivamente le cavità cariose  o meglio ancora prevenirle con sigillatura dei solchi e fluoroproflassi . Nel caso di sanguinamento  delle gengive rivolgersi ad un dentista specializzato in parodontologia, che sarà in grado di effettuare una diagnosi di parodontite o piorrea, attivando tepestivamente le cure necessarie ad evitare la progressione della malattia.


Lavare accuratamente dopo ogni pasto le protesi mobili con detersivo per piatti, in caso di sporco tenace rivolgersi al dentista per una pulizia professionale della protesi. Sostituire la protesi vecchie e oramai incongrue con protesi nuove . Con il tempo la resina delle protesi diventa porosa e assorbe e da rifugio a numerose specie di batteri e funghi diventando essa stessa un sebatoio di infezione.


Sostituire le protesi fisse non più efficienti. Dopo un certo numero di anni, a causa del fisiologico invecchiamento dei tessuti, il contatto margine protesico-gengiva può non essere più adeguato, comportanto una possibili carie della radice e del moncone sottocapsulare, con accumolo di detriti organici e conseguente alitosi.


Controllare periodicamente la superficie del dorso linguale. Se notiamo che è coperta da una patina biancastra , più o meno densa, dobbiamo raschiare il dorso linguale giornalmente con un apposito raschietto linguale facilmente reperibile in farmacia e dobbiamo sospettare una possibile problematica gastrica come un reflusso gastro-esofageo notturno, inconsapevole, specie se abbiamo associati sintomi come disfonia al mattinocatarro faringeo, e senzo di corpo estraneo in gola;  oppure uno scolo retronasale da rinosinusite.

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